martedì 13 dicembre 2011
LE INSIDIE DEL "POLITICAMENTE CORRETTO"
Quante volte si è sentito parlare di società multiculturali o di ideologia multiculturale come evoluzione naturale della società moderna.Tante, forse troppe; così tante volte che l'invocazione al "politicamente corretto"ha fatto forse perdere di vista la reale incidenza del problema.
Confondere il multiculturalismo ideologico, tanto di moda, con il pluralismo è un errore che sovente viene fatto da chi si fa portavoce di società, a loro dire, evolute.
Sostenere il multiculturalismo senza cognizione di causa vuol dire incoraggiare culture differenti a vivere separate, ai margini della società.Un paese che sostiene queste ideologie diventa inevitabilmente un luogo di ghetti, incomprensioni ed emarginazione.Gli esempi sono sotto gli occhi di tutti, ma la società, passivamente tollerante, chiude gli occhi e si fa forte dell'ideologia multiculturale, dell'ideologia del vivi e lascia vivere.
Basti pensare agli attentati di Londra del 2005.Bombe su autobus e metrò, azioni pianificate e messe in atto da ragazzi cresciuti e a volte anche nati in Gran Bretagna.Cosa significa questo?Che incoraggiare la separazione delle culture all'interno di una società civile può portare ad aberrazioni simili, di inglesi che ammazzano brutalmente altri inglesi in nome della diversità culturale.
Permettere a un padre di scegliere un marito per la figlia e segregarla in casa se rifiuta non è essere aperti ad accettare nuove culture, vuol dire essere miopi e anche un po' menefreghisti.Pensare di risolvere i problemi dell'integrazione degli immigrati trincerandosi dietro il falso buonismo e lo "scudo" del multiculturalismo ideologico è pericoloso e poco lungimirante.
Le moderne nazioni multietniche dunque devono avere il coraggio di respingere il multiculturalismo ideologico e abbracciare il pluralismo come valorizzazione delle diversità.Che lo vogliate o no bisogna cercare di coinvolgere i nuovi arrivati in progetti comuni in modo tale da non avere un'Italia per "noi" e una per "loro", ma un'Italia per tutti.Dare diritti, ma anche doveri agli immigrati e alla base del futuro del nostro paese ma anche della nostra civiltà.
Confrontarsi con la realtà di tutti i giorni aiuta a percepire la dimensione del problema.Sempre più piccole e grandi città hanno zone "off limits" dominate da criminali che vivono ai margini, di centri di aggregazione clandestini non autorizzati e quindi non controllabili che diventano luoghi in cui l'ignoranza e la paura alimentano contrasti e incomprensioni.
Credo che la soluzione sia fornire a chi cerca una vita migliore nel nostro Paese non solo la possibilità di godere di privilegi negati nei paesi di origine(diritto allo studio, diritto ad avere un lavoro, assistenza sanitaria gratuita) ma fornire una visione della società e della nostra cultura alla quale sentano davvero di poter appartenere a tutti gli effetti, rispettando regole e sentendo propri non solo i diritti ma anche i doveri.
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