lunedì 5 dicembre 2011

LACRIME DI COCCODRILLO





di Fabio Lemmo

Escluso il popolo dei perbenisti, da sempre pronto a sciogliersi pateticamente al primo cenno di debolezza (vero o finto che sia), il resto del paese che ha visto il pianto infantile quanto inappropriato del nuovo ministro tecnico Fornero avrà pensato beata lei che può piangere perché a noi sono finite anche le lacrime. E si chiede anche chi lo consolerà, visto che lo stesso uomo che ha cercato di risollevare il morale della ministra è colui che sta pesantemente abbassando il nostro.

Mario Monti, classe ’43, è in età più che pensionabile; anche l’altro grande pensionato, Giorgio Napolitano, addirittura chiamato dagli “amici” americani re Giorgio, è in una età in cui l’esperienza andrebbe usata per i nipotini e non per le tasche degli italiani. Questi sono il simbolo di una Italia vecchia che voleva sostituire il recente passato berlusconiano, ma che in realtà riesci quasi a fare peggio.

Oltre a chiederci come un sessantaseienne possa lavorare non in un ufficio, ma magari in un cantiere edile, in una fabbrica o in una cava, o ancora peggio fare il poliziotto dovendo inseguire ventenni armati (vedasi gli scontri di Roma), ci chiediamo il perché dell’introduzione di una delle tasse più odiose e ingiuste che ci siano state dal dopoguerra in avanti: l’ICI.

La casa per gli italiani è per tradizione da sempre il punto di riferimento per la vita di famiglia e per le relazioni interpersonali, un po’ come per gli uomini primitivi il fuoco acceso in una grotta era sinonimo di unione. Chi ha voluto introdurre questa vecchia/nuova imposta sa perfettamente che andrà a guadagnarci perché la pagheranno tante persone e non perché i ricchi da tassare di cui tanto si parla la pagheranno; la verità è che chi possiede grandi metraggi abitativi e potrebbe quindi pagare ingenti somme di tasse, sono gli stessi che hanno la facoltà di nascondere al fisco tali proprietà ed evitare il pagamento.

I trucchi sono molti, come ad esempio intestare case a società fantasma con sede in paradisi fiscali, ma nonostante lo stato conosca bene tali escamotage, non fa nulla dinnanzi all’evidenza poiché come sempre è più facile tassare chi da sempre paga e per sempre pagherà i dissesti economici del nostro paese, piuttosto che tassare chi questo governo lo sponsorizza.

È evidente che anche grazie all’aumento dell’iva la situazione non potrà che peggiorare, gli evasori aumenteranno ancor di più e chi dovrà pagare il buco da loro lasciato saranno gli stessi a cui è aumentata l’età pensionabile che le tasse.

Cara ministra le chiediamo allora di fare un passo indietro, di tramutare le sue lacrime in sorrisi per lei e per noi, perché durante queste festività non vorremmo che il caro vecchio babbo natale, anche lui oppresso dalle tasse inizi a distribuire al posto dei regali bollettini da pagare.

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