di Fabio Lemmo
Escluso
il popolo dei perbenisti, da sempre pronto a sciogliersi
pateticamente al primo cenno di debolezza (vero o finto che sia), il
resto del paese che ha visto il pianto infantile quanto inappropriato
del nuovo ministro tecnico Fornero avrà pensato beata lei che può
piangere perché a noi sono finite anche le lacrime. E si chiede
anche chi lo consolerà, visto che lo stesso uomo che ha cercato di
risollevare il morale della ministra è colui che sta pesantemente
abbassando il nostro.
Mario
Monti, classe ’43, è in età più che pensionabile; anche l’altro
grande pensionato, Giorgio Napolitano, addirittura chiamato dagli
“amici” americani re Giorgio, è in una età in cui l’esperienza
andrebbe usata per i nipotini e non per le tasche degli italiani.
Questi sono il simbolo di una Italia vecchia che voleva sostituire il
recente passato berlusconiano, ma che in realtà riesci quasi a fare
peggio.
Oltre a
chiederci come un sessantaseienne possa lavorare non in un ufficio,
ma magari in un cantiere edile, in una fabbrica o in una cava, o
ancora peggio fare il poliziotto dovendo inseguire ventenni armati
(vedasi gli scontri di Roma), ci chiediamo il perché
dell’introduzione di una delle tasse più odiose e ingiuste che ci
siano state dal dopoguerra in avanti: l’ICI.
La casa
per gli italiani è per tradizione da sempre il punto di riferimento
per la vita di famiglia e per le relazioni interpersonali, un po’
come per gli uomini primitivi il fuoco acceso in una grotta era
sinonimo di unione. Chi ha voluto introdurre questa vecchia/nuova
imposta sa perfettamente che andrà a guadagnarci perché la
pagheranno tante persone e non perché i ricchi da tassare di cui
tanto si parla la pagheranno; la verità è che chi possiede grandi
metraggi abitativi e potrebbe quindi pagare ingenti somme di tasse,
sono gli stessi che hanno la facoltà di nascondere al fisco tali
proprietà ed evitare il pagamento.
I
trucchi sono molti, come ad esempio intestare case a società
fantasma con sede in paradisi fiscali, ma nonostante lo stato conosca
bene tali escamotage, non fa nulla dinnanzi all’evidenza poiché
come sempre è più facile tassare chi da sempre paga e per sempre
pagherà i dissesti economici del nostro paese, piuttosto che tassare
chi questo governo lo sponsorizza.
È
evidente che anche grazie all’aumento dell’iva la situazione non
potrà che peggiorare, gli evasori aumenteranno ancor di più e chi
dovrà pagare il buco da loro lasciato saranno gli stessi a cui è
aumentata l’età pensionabile che le tasse.
Cara
ministra le chiediamo allora di fare un passo indietro, di tramutare
le sue lacrime in sorrisi per lei e per noi, perché durante queste
festività non vorremmo che il caro vecchio babbo natale, anche lui
oppresso dalle tasse inizi a distribuire al posto dei regali
bollettini da pagare.

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