di Fabio Lemmo
La
manovra economica del nuovo esecutivo Monti ha senza alcun dubbio una
serie di difetti strutturali e rischia di lasciare sul lastrico
centinaia di famiglie italiane che si troveranno ad affrontare spese
fuori dalla loro portata. È altresì valido il teorema secondo il
quale dobbiamo essere per primi noi cittadini a fare qualcosa di
concreto per migliorare la situazione economica e politica del paese,
dato che i governi susseguitesi nei decenni non hanno risolto i
problemi storici dell’Italia.
La
risposta dei lavoratori e dei cittadini non può però essere il
continuo uso e abuso del fattore sciopero. Questo strumento di
protesta che da anni milioni di lavoratori adoperano, con il passare
del tempo ha perso la sua forza d’impatto; scioperare il venerdì o
il lunedì per allungare i weekend ormai è una mossa, che se fatta
in una partita di scacchi, porterebbe a subire uno scacco matto.
Questo
perché nel nuovo millennio, lo sciopero è un arma che colpisce solo
gli utenti e gli stessi lavoratori. Scioperi dei trasporti come
quelli delle giornate del 15 e 16 dicembre creano solo quel caos che
non permettere a chi ogni giorno va a guadagnarsi lo stipendio, di
servirsi dei mezzi per poter evitare l’uso del trasporto privato e
non intasare le ormai già sature arterie viabilistiche italiane.
Vista
l’alta percentuale di abbonamenti rispetto ai biglietti singoli per
ogni società di trasporto pubblico, uno sciopero permette alle
stesse di avere un introito comunque sicuro sullo quota abbonamenti
ma nessuna spesa visto che i mezzi sono fermi.
Allo
stesso tempo, i dipendenti che più o meno volontariamente aderiscono
allo sciopero, col passare del tempo vedono la loro figura sempre più
presa in antipatia dai viaggiatori che si vedono sospeso un servizio
sempre negli stessi giorni e sempre senza alcuna miglioria.
Agli
occhi di chi guarda lo sciopero risulta poi più evidente come
nessuno di questi sia fatto per il bene comune ma solo per il bene di
pochi sindacalisti che poco si interessano dei lavoratori e degli
utenti.
Come se
non bastasse,poi, in un momento storico in cui le polveri sottili e
l’inquinamento sono giunti a soglie di assoluta emergenza, fermare
i mezzi pubblici e aumentare i mezzi privati inquinanti crea solo
maggior danno alla salute dei cittadini e degli stessi scioperanti.
Crediamo
dunque che lo sciopero nel mondo moderno, governato da grandi banche
e finanzieri, non sia più un arma utile per le lotte di classe e di
popolo ma serva solo a punire chi meno può difendersi. Lo strumento
migliore sarebbe quello di smettere di farci la guerra tra noi
cittadini e agire come un corpo unico che con spirito civico giorno
per giorno lavora per migliorare la qualità della propria vita e di
quella degli altri.

Nessun commento:
Posta un commento