lunedì 5 dicembre 2011

SE POTESSI AVERE MILLE LIRE AL MESE




di Fabio Ciannamea

Ultimamente si sente spesso parlare, anche in autorevoli testate, di un presunto salvifico ritorno alla cara vecchia Lira.E' un sentire comune quello che ci fa ricordare con affetto la vecchia moneta nazionale, ma questo italico amore è giustificato dal ricordo nostalgico di chi le ha avute tra le mani e nulla più.Per i cittadini infatti un passo indietro verso la Lira sarebbe devastante.

Secondo quasi tutti gli economisti un ritorno al passato monetario sarebbe a dir poco disastroso.La nuova moneta che verrebbe a nascere dalla scomparsa dell'Euro sarebbe immediatamente svalutata del 30 o addirittura 60%.Una svalutazione così ingente costringerebbe lo Stato a stampare più banconote facendo però rimanere gli stipendi sempre uguali.Quindi all'atto pratico chi attualmente percepisce 1.500€ di stipendio, andrebbe a percepire 1.500 Lire nuove.Questo perchè la Banca Centrale stampando nuovo denaro manterrebbe costante la propria ricchezza nei confronti del resto del mondo, aumentando di fatto il denaro corrente del 150%, a danno della ricchezza monetaria dei cittadini.

Altro esempio, tenendo le proporzioni di prima, la benzina costa attualmente 1.5€.Con il passaggio alla Lira e la conseguente svalutazione, la benzina costerebbe all'incirca 3.75 Lire al Litro con lo stipendio che rimarrebbe però fermo a 1.500 Lire.Fate voi, dunque, i conti.

Certo, ci sarebbe poi l'altra faccia della medaglia e cioè che diventeremmo un Paese appetibile per gli acquirenti esterni.Quindi ne beneficerebbero in maniera consistente l'industria e il turismo, ma di certo i cittadini ne soffrirebbero ulteriormente perchè tutto ciò renderebbe i prezzi ancora più alti e gli italiani ancora più poveri.

Uscire dall'Euro dunque non sarebbe una via veloce per la ripresa ma un salto nel vuoto che renderebbe l'Italia ancora più povera, instabile e insicura.La cara vecchia Lira che rimanga perciò nei ricordi di chi l'ha usata e di chi ci ha costruito fortune e imperi.Ora la storia è cambiata e l'Italia per sopravvivere ha il dovere di rimanere aggrappata all'Europa e all'Euro, volente, o nolente.

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