di Fabio Lemmo
Venticinque
milioni di vittime, cinquecentomila solo i bambini; non stiamo
parlando di una delle tante guerre di “pace” che mascherano le
ricerche di giacimenti petroliferi o il controllo delle esportazioni
di stupefacenti.
Oggi
giovedì 1 dicembre vogliamo parlare in occasione della giornata
mondiale contro l’AIDS dei un nemico subdolo, infinitamente piccolo
e incredibilmente devastante: il virus dell’HIV.
Probabilmente
molti di noi si sono svegliati stamattina pensando a come il nuovo
governo influenzi ancora lo spread o perché lungo i cantieri delle
autostrade lombarde e non nascondano discariche abusive di sostanze
tossiche; molti ancora si sono svegliati e non sono riusciti a vedere
al di là del proprio caffè e il loro unico successo sarà arrivare
a fine giornata riuscendo a guadagnarci qualcosa.
Pochi
però hanno capito che in questa data simbolica, si vuole ricordare
come questo non sia un nemico sconfitto ma che ogni giorno continua a
mietere vittime, troppe vittime. Come per altre giornate a tema,
questa data non dovrebbe avere un appuntamento fisso ma unico
all’anno, ma per trecentosessantacinque giorni l’anno andrebbe
ricordato a tutti, soprattutto ai giovani, che non esistendo una cura
l’unico metodo per sconfiggere questo mostro invisibile si chiama
prevenzione.
Diciamo
questo perché il dato emergente negli ultimi anni va assolutamente
analizzato e fa emergere uno spaccato della società moderna alquanto
critico: se da un lato dal 2010 il numero dei morti è diminuito
perché le ricerche mediche stanno facendo passi da gigante per la
lotta al virus dell’HIV, dall’altro il numero di chi si ammala è
aumentato.
Secondo
i dati del ministero della salute il contagio dell’HIV è da
annoverare all’81% a rapporti sessuali non protetti, infezioni
quindi che si potrebbero evitare semplicemente con l’uso del
buonsenso. Con il trascorrere degli anni il fantasma dell’aids si è
sempre più allontanato dall’immaginario collettivo, e si pensa
ormai che i contagi avvengano in quelle sperdute e poverissime
regioni dell’africa dove mamme malate partoriscono bambini malati e
morenti.
Vero,
ma vero altrettanto che in rapporto agli abitanti dei paesi del nord
del mondo la percentuale di malati per abitanti è la stessa, se non
maggiore, tenendo conto sempre secondo il ministero della salute, che
solo in Italia ogni 3 ore avviene un contagio.
La vita
scorre veloce, e tutti siamo distratti da quello che ci circonda ma
questa stessa vita tanto bella quanto fugace è una sola ed è
preziosa e noi giovani per primo dobbiamo imparare a rispettarla.
Basta un piccolo gesto, PROTEGGITI SEMPLICEMENTE.

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