martedì 20 dicembre 2011
Il DECRETO AFFOSSA ITALIA
di Fabio Ciannamea
Un viaggio a senso unico, quello dei carburanti in Italia, che non arrestano la loro infinita corsa al rialzo collezionando record di rincari uno dietro l'altro.
L'Italia ha i prezzi del carburante più alti d'Europa e i gestori degli impianti si trovano sempre più stretti tra la morsa dei grandi gruppi fornitori e la rabbia dei clienti per il prezzo esposto alla pompa.
Dunque la situazione, già critica in precedenza con il prezzo dei carburanti che superava ampiamente quota 1,6 €/L, è stata indubbiamente aggravata dalla nuova manovra del governo Monti.
Ma dissanguare fino allo stremo gli automobilisti, già vessati dal "superbollo" è sembrata la strada più veloce e facile da percorrere per riempire le casse dello Stato.Attualmente con l'aumento dell'IVA al 23%
il rincaro ammonta a circa 10 centesimi per la benzina, 13,6 centesimi per il diesel, 2,7 per il GPL e 4 millesimi al metro cubo per il metano.
I prezzi raccomandati ai gestori per il servito sono saliti a livello medio nazionale a 1,715 euro/litro per la benzina, 1,705 euro/litro per il diesel e 0,750 euro/litro per il GPL.
Ma tenetevi forte perché non è tutto.Il Decreto salva Italia stabilisce tra le altre cose che a partire dal primo gennaio 2012 le accise aumentino ancora: da 622 a 704,2 millesimi per litro di benzina; da 481,1 millesimi a 593,2 millesimi per litro di gasolio; 267,77 millesimi per il GPL e 0,00331 euro per metro cubo di metano. Si legge poi nel decreto che a decorrere "dal primo gennaio 2013, l’aliquota di accisa sulla benzina e sulla benzina con piombo nonché l’aliquota di accisa sul gasolio usato come carburante, di cui all’allegato I del testo unico richiamato nel comma 1, sono fissate, rispettivamente, ad euro 704,70 per mille litri e ad euro 593,70 per mille litri".
Il meglio dunque, come si usa dire, deve ancora venire.Il Premier Monti ha più volte dichiarato che l'aumento delle accise sui carburanti era indispensabile, ma anche a chi non è un esperto di economia viene facile capire che le ripercussioni sull'aumento del prezzo della benzina e del gasolio non si ripercuote solo sulle tasche degli italiani, ma ha anche effetti collaterali da far rallentare ancora di più l'economia affossando ulteriormente i consumi e il potere di acquisto della gente.Infatti è ovvio che se i prezzi del gasolio crescono, anche i prezzi dei beni trasportati crescono in misura proporzionale.
E allora dov'è l'utilità di un Decreto che dovrebbe salvare l'Italia, ma che in realtà ammazza l'economia e il consumo?E' così difficile capire che continuare a prender soldi agli italiani in maniere così subdole è solo dannoso?Più che un Decreto salva Italia sembra un Decreto "tutto e subito" finalizzato ad accontentare i nostri padroni dell'Unione Europea e le banche più che a ridare respiro a conforto ai cittadini italiani.
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