sabato 24 dicembre 2011

UN PALLONE AL… CALCIO




di Fabio Lemmo

Pochi mesi dopo lo smantellamento di una organizzazione criminale che truccava le partite, di cui tra gli altri faceva parte Beppe Signori, ancora una volta, con alcuni degli stessi protagonisti (vedi Doni dell’Atalanta), un gruppo ben nutrito di calciatori e dirigenti facevano combine per truccare gli esiti delle partite.

Dal primo e più famoso fenomeno del calcio scommesse del 1982, ben poco è cambiato nello sport italiano. Anzi se prima le cricche che taroccavano le partite erano italiane, oggi ci si avvale anche di scommettitori e fondi esteri, come quelli rintracciati nell’Asia orientale dalla Guardia di Finanza.

Come sempre il mondo del pallone e il nutrito gruppo di benpensanti si è subito mosso a giudicare e condannare il fenomeno, e alcuni magistrati sorridendo in televisione dichiarano che un’altra vittoria per la giustizia è stata raggiunta. Addirittura il difensore del Gubbio Farina verrà convocato nella nazionale maggiore per la sfida di febbraio contro gli Stati Uniti.

Quello che sappiamo benissimo che accadrà, è che come le teste dell’idra, anche questi fenomeni criminali si riformano uno dietro l’altro. La verità è che si continuano solo a smantellare ed arrestare figure marginali ma mai i personaggi chiave che tramano alle spalle degli sportivi e tengono le redini del gioco in mano.

Come possiamo debellare il fenomeno scommesse quando anche per i minori è così facile accedere al gioco? Come possiamo sconfiggere questo cancro se chi viene scoperto a truccare le partite non viene radiato se non dopo almeno la seconda denuncia? Come possiamo far si che il calcio, seppure milionario, rimanga un gioco se gli stessi atleti minacciano i compagni onesti e non c’è alcuna cultura dello sport?
I governi che si susseguono, cosa hanno veramente fatto per lo sport se non usarlo come bacino economico da tassare e salassare economicamente?

Il calcio non è più il traguardo finale di uno sportivo ma è il trampolino di lancio per guadagni facili per i più forti o per reality show per i meno dotati. Stiamo rovinando lo sport più bello del mondo tifando non più per la nostra squadra ma per quella che vincendo o perdendo ci farà guadagnare dei soldi.

Finché non recupereremo i valori dello sport, la situazione non potrà che peggiorare. Se chi guadagna milioni di euro è tentato verso la frode, chi guadagna molto meno, cioè la maggioranza, quanto potrà ancora resistere alla tentazione?

Vogliamo un calcio pulito, che non sia più usato come strumento di guadagno per alcuni ma per infiammare i cuori dei tifosi che vedono come una delle ragioni di vita i colori delle maglie delle loro squadra.




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