di Fabio Lemmo
Pochi
mesi dopo lo smantellamento di una organizzazione criminale che
truccava le partite, di cui tra gli altri faceva parte Beppe Signori,
ancora una volta, con alcuni degli stessi protagonisti (vedi Doni
dell’Atalanta), un gruppo ben nutrito di calciatori e dirigenti
facevano combine per truccare gli esiti delle partite.
Dal
primo e più famoso fenomeno del calcio scommesse del 1982, ben poco
è cambiato nello sport italiano. Anzi se prima le cricche che
taroccavano le partite erano italiane, oggi ci si avvale anche di
scommettitori e fondi esteri, come quelli rintracciati nell’Asia
orientale dalla Guardia di Finanza.
Come
sempre il mondo del pallone e il nutrito gruppo di benpensanti si è
subito mosso a giudicare e condannare il fenomeno, e alcuni
magistrati sorridendo in televisione dichiarano che un’altra
vittoria per la giustizia è stata raggiunta. Addirittura il
difensore del Gubbio Farina verrà convocato nella nazionale maggiore
per la sfida di febbraio contro gli Stati Uniti.
Quello
che sappiamo benissimo che accadrà, è che come le teste dell’idra,
anche questi fenomeni criminali si riformano uno dietro l’altro. La
verità è che si continuano solo a smantellare ed arrestare figure
marginali ma mai i personaggi chiave che tramano alle spalle degli
sportivi e tengono le redini del gioco in mano.
Come
possiamo debellare il fenomeno scommesse quando anche per i minori è
così facile accedere al gioco? Come possiamo sconfiggere questo
cancro se chi viene scoperto a truccare le partite non viene radiato
se non dopo almeno la seconda denuncia? Come possiamo far si che il
calcio, seppure milionario, rimanga un gioco se gli stessi atleti
minacciano i compagni onesti e non c’è alcuna cultura dello sport?
I
governi che si susseguono, cosa hanno veramente fatto per lo sport se
non usarlo come bacino economico da tassare e salassare
economicamente?
Il
calcio non è più il traguardo finale di uno sportivo ma è il
trampolino di lancio per guadagni facili per i più forti o per
reality show per i meno dotati. Stiamo rovinando lo sport più bello
del mondo tifando non più per la nostra squadra ma per quella che
vincendo o perdendo ci farà guadagnare dei soldi.
Finché
non recupereremo i valori dello sport, la situazione non potrà che
peggiorare. Se chi guadagna milioni di euro è tentato verso la
frode, chi guadagna molto meno, cioè la maggioranza, quanto potrà
ancora resistere alla tentazione?
Vogliamo
un calcio pulito, che non sia più usato come strumento di guadagno
per alcuni ma per infiammare i cuori dei tifosi che vedono come una
delle ragioni di vita i colori delle maglie delle loro squadra.

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