di Fabio Lemmo
Da
destra a sinistra parlamentari, amministratori locali e semplici
tesserati dei movimenti politici usano la carta del diritto al voto
come misura di civiltà di un paese. C’è chi dice sia incivile non
concederlo e chi dall’altra parte afferma che siano incivili e
“diversi” i soggetti in questione.
L’italiano è stato ed è
tuttora per certi versi un immigrato. Il bel paese ha esportato una
delinquenza organizzata da far “invidia” a mezzo mondo ma senza
nulla togliere ad altri popoli, gli italiani sono stati e continuano
ad essere le colonne portanti sia economiche sia politiche delle
nazioni in cui hanno stabilito i loro insediamenti.
La questione del
voto però è trasversale ai popoli, la questione del voto non è
solo un diritto che si acquisisce con la nascita in un determinato
luogo del mondo per eleggere chi ci governa. Il problema andrebbe
risolto affrontandolo sotto un diverso aspetto, cioè vedendolo come
un dovere per chi abitando in una certa comunità, ne sceglie
coscienziosamente i suoi rappresentanti. Per certi versi chi vorrebbe
vietare il voto agli immigrati per colpa del loro stile di vita
troppo spesso fuori dalla legge, dovrebbe vietarlo anche ad alcuni
italiani che hanno perduto il senso dello stato o che di politica se
ne interessano solo quando è il momento di chiedere o lamentarsi.
Chi nasce in Italia ha il diritto di esserne parte e ha il dovere di
lavorare affinché il paese possa migliorare di giorno in giorno. Non
possiamo chiedere agli stranieri di essere italiani solo quando si
parla di calcio o di atletica, e allo stesso tempo chi chiede di
essere italiano non deve farlo solo quando chiede casa e sussidi
economici.
Veritas filia temporis avrebbero detto i romani, la verità
è figlia del tempo e dunque ieri gli italiani, oggi quelli che noi
chiamiamo immigrati e domani chissà, ma la verità è che se gli
uomini non si chiedono cosa loro possono fare per la loro nazione,
non sarà certo chi vota o chi viene eletto a fare la differenza tra
un mondo giusto e un mondo sbagliato.

Gli Italiani sono quel popolo che finchè qualcuno non si intromette nel loro recinto , restano individualisti.
RispondiEliminaItaliani che ignorano referendum. che votano cambiando bandiera politica meglio degli accidiosi danteschi, fino a quando qualcuno non pensa di dare questo DIRITTO-DOVERE anche ai tanto famigerati EXTRA-COMUNITARI,IMMIGRATI...che per la serie potrebbero anche essere gli americani, ma sappiamo bene tutti quanti quale inflessione e connotazione razziale si vuol dare col termine immigrato.
Ecco, se decidiamo di dare la possibilità di esprimere il voto a chi nasce qui,lavora qui,e non si chiama Gino Rossi,allora le piccole menti provinciali insorgono. Rivendicano un patriottismo sentimentale e opportunista.
naturalizzare sportivi si, ma far votare chi nasce sul nostro stivale e quindi subirà direttamente ogni singola scelta della nostra classe politica,no.
ci autodipingiamo come un paese democratico e liberale,ma prima di tutto dovremmo essere realisti. Se davvero siamo un paes democratico allora il nostro Kratòs,il potere, dovrebbe tornare a noi,il demmos,il popolo, unico sovrano dello stato.