giovedì 24 novembre 2011

IL VOTO AGLI IMMIGRATI: QUANDO UN DIRITTO DIVIENE DOVERE




di Fabio Lemmo 

Da destra a sinistra parlamentari, amministratori locali e semplici tesserati dei movimenti politici usano la carta del diritto al voto come misura di civiltà di un paese. C’è chi dice sia incivile non concederlo e chi dall’altra parte afferma che siano incivili e “diversi” i soggetti in questione. 

L’italiano è stato ed è tuttora per certi versi un immigrato. Il bel paese ha esportato una delinquenza organizzata da far “invidia” a mezzo mondo ma senza nulla togliere ad altri popoli, gli italiani sono stati e continuano ad essere le colonne portanti sia economiche sia politiche delle nazioni in cui hanno stabilito i loro insediamenti. 

La questione del voto però è trasversale ai popoli, la questione del voto non è solo un diritto che si acquisisce con la nascita in un determinato luogo del mondo per eleggere chi ci governa. Il problema andrebbe risolto affrontandolo sotto un diverso aspetto, cioè vedendolo come un dovere per chi abitando in una certa comunità, ne sceglie coscienziosamente i suoi rappresentanti. Per certi versi chi vorrebbe vietare il voto agli immigrati per colpa del loro stile di vita troppo spesso fuori dalla legge, dovrebbe vietarlo anche ad alcuni italiani che hanno perduto il senso dello stato o che di politica se ne interessano solo quando è il momento di chiedere o lamentarsi.

Chi nasce in Italia ha il diritto di esserne parte e ha il dovere di lavorare affinché il paese possa migliorare di giorno in giorno. Non possiamo chiedere agli stranieri di essere italiani solo quando si parla di calcio o di atletica, e allo stesso tempo chi chiede di essere italiano non deve farlo solo quando chiede casa e sussidi economici. 

Veritas filia temporis avrebbero detto i romani, la verità è figlia del tempo e dunque ieri gli italiani, oggi quelli che noi chiamiamo immigrati e domani chissà, ma la verità è che se gli uomini non si chiedono cosa loro possono fare per la loro nazione, non sarà certo chi vota o chi viene eletto a fare la differenza tra un mondo giusto e un mondo sbagliato.

1 commento:

  1. Gli Italiani sono quel popolo che finchè qualcuno non si intromette nel loro recinto , restano individualisti.
    Italiani che ignorano referendum. che votano cambiando bandiera politica meglio degli accidiosi danteschi, fino a quando qualcuno non pensa di dare questo DIRITTO-DOVERE anche ai tanto famigerati EXTRA-COMUNITARI,IMMIGRATI...che per la serie potrebbero anche essere gli americani, ma sappiamo bene tutti quanti quale inflessione e connotazione razziale si vuol dare col termine immigrato.
    Ecco, se decidiamo di dare la possibilità di esprimere il voto a chi nasce qui,lavora qui,e non si chiama Gino Rossi,allora le piccole menti provinciali insorgono. Rivendicano un patriottismo sentimentale e opportunista.
    naturalizzare sportivi si, ma far votare chi nasce sul nostro stivale e quindi subirà direttamente ogni singola scelta della nostra classe politica,no.
    ci autodipingiamo come un paese democratico e liberale,ma prima di tutto dovremmo essere realisti. Se davvero siamo un paes democratico allora il nostro Kratòs,il potere, dovrebbe tornare a noi,il demmos,il popolo, unico sovrano dello stato.

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