di Fabio Lemmo
Nella
giornata di sabato i ministri del nuovo governo Monti si sono riuniti
per discutere della nuova manovra finanziaria, da sempre più delizia
che croce per i governi che contro il malumore degli elettori ha come
grande pro quello di poter fare tagli alla spesa pubblica dove più
gli fa comodo senza però aver mai fatto dal dopoguerra in poi un
taglio alla spesa che andasse a potare gli sprechi come fossero rami
secchi, rami che invece crescono rigogliosi.
Si tagliano le spese
militari, ma il taglio effettivo è sulla benzina delle auto delle
forze dell’ordine mentre si mantengono guerre a distanza di
migliaia di chilometri. Si vuole ridurre il cuneo fiscale sul lavoro
ma si rendono i prezzi dei beni di prima necessità sempre più fuori
dalla portata dei redditi dei cittadini, siano essi derivanti da
stipendi sia da pensioni.
Qui ci troviamo davanti al tasto dolente,
davanti al solito bieco taglio di spesa fatto per proteggere i
soliti, e colpire chi meno si può difendere; la regola da seguire è
il blocco dell’adeguamento delle pensioni al costo della vita. Il
grande e compianto Antonio de Curtis, in arte Totò, nel film i ladri
pronunciava la mitica e sempre attuale frase cà
nisciuno è fesso, frase che teniamo a
precisare nulla c'entra con la campagna elettorale del PD ma che vuol
far capire come gli Italiani anche se poveri e depressi per certi
versi, troppo sprovveduti non sono e si rendono conto di quello che
gli accade intorno.
Tralasciando in questa sede l’ennesima
introduzione di nuove tasse di stampo democristiano e di certi
ambienti della sinistra come l’ici, riteniamo che non adeguare le
pensioni, quindi il reddito delle persone più deboli, al costo della
vita, sia il modo migliore per aumentare il numero dei poveri in
Italia.
Credendo però non sia questo l’obbiettivo del governo
tecnico parola tanto cara ai politicanti dell’ultima ora, vogliamo
chiederci il perché invece il prezzo dei beni soprattutto quelli
primari, si adegui costantemente verso l’alto.
Ci chiediamo perché
una volta si dicesse che i più giovani lavoravano per i più vecchi
ed ora a quella stessa generazione che è cresciuta si chiede di fare
i sacrifici per i più giovani. Ci chiediamo perché Vaticano e
sindacati siano protetti dall’ici mentre chi spende metà del suo
stipendio per pagare il mutuo e gli interessi debba avere una nuova
tassa come spada di Damocle sulla testa.
Riteniamo che la crisi sia
mondiale, che colpisca tutti indistintamente e che leggi a carattere
nazionale non possano assolutamente fare nulla. Crediamo che l’idea
di Europa unita sia fallita perché cerchiamo di risolvere i problemi
della comunità usando le stesse persone che li hanno creati.

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