domenica 27 novembre 2011

UNA MANOVRA PER LA CRESCITA, MA DI CHI???



di Fabio Lemmo

Nella giornata di sabato i ministri del nuovo governo Monti si sono riuniti per discutere della nuova manovra finanziaria, da sempre più delizia che croce per i governi che contro il malumore degli elettori ha come grande pro quello di poter fare tagli alla spesa pubblica dove più gli fa comodo senza però aver mai fatto dal dopoguerra in poi un taglio alla spesa che andasse a potare gli sprechi come fossero rami secchi, rami che invece crescono rigogliosi.

 Si tagliano le spese militari, ma il taglio effettivo è sulla benzina delle auto delle forze dell’ordine mentre si mantengono guerre a distanza di migliaia di chilometri. Si vuole ridurre il cuneo fiscale sul lavoro ma si rendono i prezzi dei beni di prima necessità sempre più fuori dalla portata dei redditi dei cittadini, siano essi derivanti da stipendi sia da pensioni. 

Qui ci troviamo davanti al tasto dolente, davanti al solito bieco taglio di spesa fatto per proteggere i soliti, e colpire chi meno si può difendere; la regola da seguire è il blocco dell’adeguamento delle pensioni al costo della vita. Il grande e compianto Antonio de Curtis, in arte Totò, nel film i ladri pronunciava la mitica e sempre attuale frase cà nisciuno è fesso, frase che teniamo a precisare nulla c'entra con la campagna elettorale del PD ma che vuol far capire come gli Italiani anche se poveri e depressi per certi versi, troppo sprovveduti non sono e si rendono conto di quello che gli accade intorno. 

Tralasciando in questa sede l’ennesima introduzione di nuove tasse di stampo democristiano e di certi ambienti della sinistra come l’ici, riteniamo che non adeguare le pensioni, quindi il reddito delle persone più deboli, al costo della vita, sia il modo migliore per aumentare il numero dei poveri in Italia. 

Credendo però non sia questo l’obbiettivo del governo tecnico parola tanto cara ai politicanti dell’ultima ora, vogliamo chiederci il perché invece il prezzo dei beni soprattutto quelli primari, si adegui costantemente verso l’alto.

 Ci chiediamo perché una volta si dicesse che i più giovani lavoravano per i più vecchi ed ora a quella stessa generazione che è cresciuta si chiede di fare i sacrifici per i più giovani. Ci chiediamo perché Vaticano e sindacati siano protetti dall’ici mentre chi spende metà del suo stipendio per pagare il mutuo e gli interessi debba avere una nuova tassa come spada di Damocle sulla testa.

 Riteniamo che la crisi sia mondiale, che colpisca tutti indistintamente e che leggi a carattere nazionale non possano assolutamente fare nulla. Crediamo che l’idea di Europa unita sia fallita perché cerchiamo di risolvere i problemi della comunità usando le stesse persone che li hanno creati.

Nessun commento:

Posta un commento