Uno dei termini più utilizzati in questo periodo di sconvolgimento economico è “spread” ma come spesso accade ad un uso diffuso di un termine non corrisponde un’altrettanta diffusa consapevolezza sul reale significato dello stesso. Quindi, cos’è esattamente lo “spread”?Esso denota il differenziale tra il tasso di rendimento di un’obbligazione caratterizzata da rischio di default e quello di un titolo privo o a bassissimo rischio preso a riferimento. Ad esempio se un BTP(buono del tesoro poliennale) con una certa scadenza ha un rendimento del 7% ed il corrispettivo Bund Tedesco con la stessa scadenza ha un rendimento del 3% allora lo spread sarà di 7-3 = 4 punti percentuali ovvero di 400 punti base.Lo spread è dunque una misura dell’affidabilità (rating) dell’emittente/debitore (ad esempio lo Stato) di restituire il credito: maggiore è lo spread minore è tale affidabilità; in ultimo è anche una misura della capacità dell’emittente di promuovere a buon fine le proprie attività finanziarie (nel caso dello Stato di rifinanziare il proprio debito pubblico) tramite emissione di nuovi titoli: maggiore è lo spread minore è questa capacità in virtù dei tassi di interesse più elevati dovuti fino ad un limite massimo di sostenibilità. Nel caso dei titoli di stato, spread elevatissimi possono condurre nel medio-lungo termine alla dichiarazione di insolvenza o fallimento o bancarotta dello Stato oppure a misure drastiche di riduzione della spesa pubblica e/o aumento della tassazione sui contribuenti per evitare il fallimento con i consueti effetti di diminuzione del reddito (dunque della domanda) e degli investimenti e quindi in ultimo ripercussioni anche sulla crescita economica.Attualmente lo spread è di 480 punti(con continue oscillazioni) e il rendimento dei buoni del Tesoro poliennali è sceso al 6,60%.
(fonte:wikipedia-grafico originale qui)
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